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Giancarlo Restivo

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Se chiedessimo oggi chi sia Maria Maddalena, probabilmente riceveremmo risposte molto diverse. Per alcuni è una peccatrice convertita, per altri una discepola privilegiata di Gesù, per altri ancora il personaggio misterioso protagonista di romanzi, film e teorie esoteriche.

Ma la domanda decisiva non è: chi dice il mondo che sia Maria Maddalena? La domanda è un’altra: chi ci consegna la Chiesa? Perché il cristianesimo non nasce dalle opinioni, dalle ricostruzioni fantasiose o dalle emozioni personali, ma dall’incontro con un fatto storico custodito dalla Tradizione apostolica.

La figura di Maria Maddalena è una delle più luminose del Vangelo proprio perché racconta ciò che accade quando una persona incontra realmente Cristo. La sua storia non parla anzitutto di peccato, ma di redenzione; non di misteri nascosti, ma della luce della Risurrezione.

L’incontro che cambia l’esistenza

I Vangeli ci presentano Maria di Magdala come una donna liberata da Gesù.

San Luca racconta che il Signore aveva scacciato da lei “sette demoni” (Lc 8,2), espressione che indica una liberazione radicale, totale. La sua vita era stata raggiunta dalla misericordia di Dio.

Da quel momento Maria non torna semplicemente alla vita di prima: diventa discepola. Segue Gesù insieme alle altre donne, lo sostiene con i propri beni e percorre con Lui il cammino fino a Gerusalemme.

Qui emerge una caratteristica decisiva.

Quando quasi tutti fuggono, Maria resta.

È presente ai piedi della Croce (Mt 27,55-56; Mc 15,40; Gv 19,25). Rimane quando tutto sembra perduto. Rimane quando la speranza sembra finita.

L’amore autentico si riconosce proprio in questo: rimane anche quando non comprende.

La prima testimone della Risurrezione

La mattina di Pasqua Maria si reca al sepolcro.

Piange.

Cerca il Signore.

E proprio mentre lo cerca viene chiamata per nome:

«Maria!»

È sufficiente una parola.

Ella risponde:

«Rabbunì!»

È forse una delle pagine più commoventi di tutto il Nuovo Testamento (Gv 20,11-18).

Cristo affida proprio a lei il primo annuncio della Risurrezione:

«Va’ dai miei fratelli…»

Per questo San Tommaso d’Aquino la chiamerà Apostola Apostolorum, “Apostola degli Apostoli”: non perché appartenesse al Collegio apostolico, ma perché fu la prima testimone del Risorto e la prima inviata ad annunciarlo agli Apostoli.

È significativo che Dio abbia voluto affidare il primo annuncio pasquale proprio a una donna che aveva sperimentato la misericordia.

La fede nasce sempre da un incontro, non da una teoria.

La Tradizione della Chiesa

Nel corso dei secoli la tradizione occidentale, soprattutto a partire da San Gregorio Magno, ha identificato Maria Maddalena con la peccatrice che unge i piedi di Gesù (Lc 7,36-50) e con Maria di Betania, sorella di Marta e Lazzaro.

Oggi gli studiosi distinguono generalmente queste figure, poiché i Vangeli non affermano esplicitamente che siano la stessa persona.

La Chiesa, tuttavia, continua a venerare Maria Maddalena come modello di conversione, fedeltà e amore per Cristo.

È patrona dei penitenti ed è venerata sia nella Chiesa latina sia nelle Chiese orientali.

Nel 2016 Papa Francesco ha elevato la sua memoria liturgica al grado di Festa, attribuendole il prefazio “Apostola degli Apostoli”, riconoscendo così il ruolo unico che il Vangelo le attribuisce.

Maria Maddalena non era una prostituta

Una delle convinzioni più diffuse è che Maria Maddalena fosse una prostituta.

In realtà il Vangelo non lo dice mai.

Questa identificazione nasce dall’accostamento, operato nella tradizione occidentale, tra Maria di Magdala e l’anonima peccatrice del capitolo precedente del Vangelo di Luca.

Come ha osservato il cardinale Gianfranco Ravasi, nessun testo evangelico identifica direttamente Maria Maddalena con quella donna.

Questo non diminuisce affatto la grandezza della sua figura.

Anzi.

La sua santità non nasce da una leggenda, ma dal fatto storico dell’incontro con Cristo.

Maria Maddalena e la cavalleria cristiana

La cavalleria autenticamente cristiana ha sempre riconosciuto in Maria Maddalena il modello della fedeltà.

Accanto alla Vergine Maria, ella rappresenta colei che segue il Signore fino alla Croce senza cercare privilegi.

Per il cavaliere cristiano la forza non consiste nella violenza, ma nella fedeltà.

Maria Maddalena insegna proprio questo: la vera nobiltà nasce dall’amore.

San Bernardo di Chiaravalle vedeva nella conversione totale a Cristo la forma più alta della cavalleria spirituale.

In questa prospettiva Maria Maddalena diventa l’immagine dell’anima che, una volta incontrato Cristo, non desidera più altro Signore.

Lo sguardo di Cristo

Don Luigi Giussani descrive Maria Maddalena con una profondità straordinaria:

«La Maddalena è là sul marciapiede… Gesù, passando, la guarda. Da allora lei non guarderà più nulla se non dentro quello sguardo… Quando si guardava allo specchio il suo volto era plasmato da quegli occhi.»

Questa immagine racchiude tutto il cristianesimo.

Non è l’uomo che salva se stesso.

È Cristo che guarda l’uomo.

Ed è questo sguardo a ricrearlo.

Maria Maddalena non cambia perché riceve una nuova morale.

Cambia perché è amata.

E chi si scopre amato da Cristo non può più vivere come prima.

La testimonianza dei Pontefici

San Giovanni Paolo II la definì la prima testimone del Risorto nella Mulieris Dignitatem, ricordando come sia stata giustamente chiamata “Apostola degli Apostoli”.

Papa Benedetto XVI vide in lei la testimone di un amore più forte della morte, capace di riconoscere nel Risorto l’origine della vita nuova.

La sua missione continua ancora oggi: ricordare che la fede nasce dall’incontro personale con Cristo e diventa immediatamente testimonianza.

Un discernimento necessario: le false letture gnostiche

Negli ultimi decenni la figura di Maria Maddalena è stata spesso deformata da libri, film e teorie pseudo-storiche che la presentano come la moglie di Gesù, la depositaria di presunti insegnamenti segreti, oppure come fondatrice di una conoscenza riservata a pochi “iniziati”.

Queste ricostruzioni si basano principalmente su testi gnostici, come il cosiddetto Vangelo di Maria, il Vangelo di Filippo e altri scritti apocrifi composti tra il II e il IV secolo, molto tempo dopo gli eventi evangelici. Essi non appartengono alla Sacra Scrittura, non sono stati riconosciuti come ispirati dalla Chiesa e riflettono la visione dello gnosticismo.

Lo gnosticismo è una delle più antiche eresie del cristianesimo. Pretendeva che la salvezza derivasse da una conoscenza segreta (gnosi) accessibile solo a pochi eletti, contrapponendo questa presunta sapienza alla fede trasmessa pubblicamente dagli Apostoli. Fin dai primi secoli la Chiesa lo ha respinto con decisione attraverso l’insegnamento dei Padri, come sant’Ireneo di Lione, Tertulliano e sant’Ippolito.

La fede cattolica è esattamente l’opposto dello gnosticismo. Cristo non ha affidato un messaggio nascosto a pochi privilegiati, ma ha annunciato pubblicamente il Vangelo, affidandolo agli Apostoli e alla Chiesa perché fosse trasmesso integralmente a tutti gli uomini.

Per questo motivo il cattolico è chiamato ad esercitare il discernimento. Le opere di fantasia possono avere un valore letterario, ma non costituiscono fonti della fede. Ancora meno possono sostituire la Sacra Scrittura, la Tradizione apostolica e il Magistero della Chiesa.

È importante affermarlo con chiarezza e carità: le dottrine gnostiche sono incompatibili con la fede cattolica. Chi aderisce consapevolmente alle concezioni gnostiche, rifiutando l’insegnamento della Chiesa e sostituendolo con una presunta “conoscenza segreta”, si pone fuori dalla professione della fede cattolica. Non è possibile dirsi autenticamente cattolici aderendo allo gnosticismo, perché si finirebbe per professare una fede diversa da quella ricevuta dagli Apostoli e custodita dalla Chiesa.

Conclusione

Maria Maddalena continua ancora oggi ad annunciare ciò che annunciò la mattina di Pasqua: Cristo è vivo.

La sua grandezza non consiste nell’essere protagonista di misteri nascosti, ma nell’essere stata conquistata dallo sguardo del Risorto.

È la santa dell’incontro.

La donna che, dopo essere stata chiamata per nome da Cristo, non ha più vissuto per sé stessa, ma per testimoniare al mondo che la morte è stata vinta.

Ed è questo il cuore del cristianesimo: non una conoscenza riservata a pochi, ma un avvenimento accaduto nella storia, aperto a tutti, custodito dalla Chiesa e continuamente offerto ad ogni uomo.

Bibliografia essenziale

  • La Sacra Bibbia, Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ultima edizione.
  • Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria Editrice Vaticana.
  • San Tommaso d’Aquino, Commento al Vangelo di Giovanni, in particolare il commento al capitolo 20.
  • San Gregorio Magno, Omelie sui Vangeli (Homiliae in Evangelia), Omelia 25.
  • Giovanni Paolo II, Mulieris Dignitatem. Lettera Apostolica sulla dignità e la vocazione della donna, 1988.
  • Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decreto “Apostolorum Apostola” sull’elevazione della memoria liturgica di Santa Maria Maddalena a Festa, 3 giugno 2016.
  • Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla Risurrezione, Libreria Editrice Vaticana.
  • Luigi Giussani, Dal temperamento un metodo, Rizzoli, Milano, 2002.
  • Gianfranco Ravasi, Le porte del peccato. I sette vizi capitali, Mondadori, Milano, 2007 (riflessioni sulla figura di Maria Maddalena e la tradizione evangelica).
  • Sant’Ireneo di Lione, Contro le eresie (Adversus Haereses), testo fondamentale per comprendere e confutare lo gnosticismo dei primi secoli.
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