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Giancarlo Restivo

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Prima di parlare di Dio, del destino o della salvezza, dobbiamo guardare la nostra esperienza. Che cosa desideriamo davvero? Quando otteniamo ciò che volevamo, siamo finalmente soddisfatti oppure nasce subito un’altra esigenza?

La trilogia comincia da questa inquietudine. I suoi personaggi non sono soltanto persone che affrontano avventure soprannaturali: sono uomini e donne che cercano un compimento. La loro ricerca spesso si manifesta in forme contraddittorie: ambizione, ribellione, desiderio di potere, bisogno di essere amati, paura della morte. Ma sotto queste forme rimane una domanda: per che cosa vale la pena vivere?

“La natura stessa degli uomini è domanda latente.” Non significa che ogni uomo sappia formulare chiaramente ciò che cerca. Significa che l’uomo è fatto in modo tale da non bastare a sé stesso. Anche quando tenta di chiudersi nel proprio progetto, rimane aperto a qualcosa che lo supera.

Nel primo romanzo il titolo offre già un giudizio: “Il Destino è nelle Sue mani”. Questa frase può sembrare una minaccia alla libertà. Se il destino è nelle mani di un Altro, che cosa resta della mia autonomia? Ma può essere letta anche in modo opposto: la vita non è abbandonata al caso e i miei errori non hanno l’ultima parola.

Il destino, nella saga, non è una fatalità cieca. È una promessa di compimento. Per questo la libertà non viene annullata: viene provocata. L’uomo è chiamato a riconoscere se stesso dentro una realtà che non ha creato da solo.

La domanda più radicale appare nel grido: “Chi sono io senza Te?”. Non è una formula astratta. È la domanda di chi scopre che la propria identità non è sufficiente a sé stessa. Cédric Roman e John Cohen la rendono drammatica: sono due persone distinte, ma lo scambio del corpo li costringe a condividere una storia, una responsabilità e una ferita. L’identità diventa relazione, memoria e libertà.

Il primo passo del percorso è dunque semplice e decisivo: non partire dalle risposte, ma dalla domanda. La fede potrà essere verificata soltanto se prima prendiamo sul serio il desiderio umano.

Giancarlo Restivo, direttore della Schola Carlo Magno www.carlomagno.org

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