La Leggenda di San Giorgio è un racconto che risale all’epoca delle Crociate e che fa parte della tradizione cristiana. Il culto di San Giorgio, che iniziò nel IV secolo, era molto diffuso già allora e divenne ancora più popolare durante la battaglia di Antiochia del 1098, dove i cavalieri crociati vennero soccorsi dai genovesi. Secondo la leggenda, San Giorgio apparve ai combattenti cristiani accompagnato da angeli che portavano i vessilli crociati.

La Leggenda di San Giorgio è conservata nel manoscritto n. 1853 della Biblioteca Civica di Verona, che si crede appartenuto a una giovane nobildonna della famiglia dei Della Scala. Il manoscritto è un esempio eccezionale di arte medievale, con 78 miniature che seguono scrupolosamente il testo e che raccontano la storia attraverso le immagini.

La storia di San Giorgio è racchiusa nella Passio Sancti Georgii, che racconta di come egli sia nato in Cappadocia da genitori cristiani e si sia arruolato nell’esercito dell’imperatore Diocleziano. Quando l’imperatore convocò 72 re per decidere il da farsi contro i cristiani, San Giorgio confessò la sua fede e venne arrestato, battuto e gettato in carcere. Nonostante sette anni di tormenti, San Giorgio resuscitò e riuscì a convertire molti, tra cui Anatolio, il magister militium, e l’imperatrice Alessandra.

La leggenda aurea di San Giorgio nella città di Selem in Libia racconta di un drago che terrorizzava la popolazione e di come San Giorgio, montando a cavallo, abbia ucciso il drago e lo abbia trascinato fuori dalla città. Questa è l’immagine più conosciuta di San Giorgio e fa parte del manoscritto veronese, che consta di ben 55 miniature di grande bellezza e ricchezza cromatica.

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