Genova, 6 marzo 2026.
Leadership industriale, sicurezza sul lavoro e transizione energetica sono stati i temi al centro della prima tappa del ciclo AIAS On The Road 2026, ospitata nello storico Palazzo San Giorgio e organizzata da AIAS – Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle imprese per discutere il ruolo della sicurezza nello sviluppo industriale e nella trasformazione dei sistemi energetici.
Tra i protagonisti del panel dedicato alla sicurezza sul lavoro è intervenuto Giancarlo Restivo, divulgatore sui temi H&S e segretario della Nazionale Italiana Sicurezza sul Lavoro, con una riflessione centrata su un tema spesso trascurato nei modelli di prevenzione: il fattore umano.
La sicurezza non nasce dalla norma
Nel suo intervento Restivo ha proposto una prospettiva chiara: la sicurezza non nasce primariamente dalla norma o dalla procedura, ma dal bisogno umano di proteggere la vita mentre si lavora.
Il lavoro è infatti il luogo dove la persona si espone quotidianamente al rischio, alla fatica e alla responsabilità. In questo contesto la sicurezza rappresenta ciò che custodisce l’uomo nella sua attività produttiva.
Questa visione porta a superare una concezione esclusivamente burocratica della prevenzione. La sicurezza non è solo un sistema di obblighi ma un’esperienza che riguarda la persona, le relazioni e l’organizzazione.
Il fattore umano nella gestione del rischio
Secondo Restivo il fattore umano rappresenta l’insieme delle caratteristiche della persona che influenzano i comportamenti in sicurezza: condizioni fisiche, attenzione, stato emotivo, memoria, relazioni e contesto organizzativo.
L’analisi dei sistemi di prevenzione non può quindi prescindere da una verità semplice: l’uomo reale non è perfetto. Ogni lavoratore è sottoposto a limiti strutturali che incidono sulla sicurezza operativa.
Tra questi:
-
la dimensione fisica, legata a stanchezza, postura, ritmi e variazioni legate all’età;
-
la dimensione emotiva, influenzata da stress, conflitti o preoccupazioni personali;
-
la dimensione cognitiva, che comprende dimenticanza, distrazione e routine.
Riconoscere questi limiti non significa attribuire colpe individuali, ma progettare sistemi di prevenzione più realistici ed efficaci.
L’errore umano non è il problema, è il punto di partenza
Un passaggio particolarmente significativo dell’intervento ha riguardato il tema dell’errore umano.
L’errore non deve essere interpretato come una colpa morale ma come una frattura tra ciò che una persona sa e ciò che riesce a fare in una determinata situazione. Le cause profonde sono spesso legate a fattori organizzativi: pressione operativa, carichi di lavoro, solitudine decisionale o procedure poco chiare.
Da qui l’importanza di costruire sistemi organizzativi capaci di sostenere l’azione della persona: formazione continua, comunicazione efficace, procedure comprensibili e leadership responsabile.
Sicurezza come cultura organizzativa
Restivo ha inoltre sottolineato che la sicurezza non può essere ridotta alla sola dimensione documentale. DVR, procedure e sistemi di gestione rappresentano strumenti indispensabili, ma diventano realmente efficaci solo quando si inseriscono in una cultura aziendale condivisa.
La sicurezza nasce infatti dal clima organizzativo: dalle relazioni, dal linguaggio utilizzato, dagli esempi dei leader e dalla responsabilità reciproca tra le persone che lavorano nello stesso sistema produttivo.
In questo senso le figure della prevenzione – datore di lavoro, dirigenti, preposti, RSPP – svolgono anche una funzione educativa, contribuendo a costruire comportamenti consapevoli e diffusi.
La sicurezza nella transizione energetica
Il convegno ha affrontato anche il tema della transizione energetica, con un panel dedicato agli aspetti tecnologici e di gestione del rischio nei nuovi sistemi energetici. Tra i relatori: Francesco D’Errico, Francesco Mancini, Fabrizio Colella e Guglielmo Lomonaco, esperti di radioprotezione e impiantistica nucleare.
Il confronto ha evidenziato come la sicurezza rappresenti un fattore abilitante dello sviluppo sostenibile, soprattutto in settori caratterizzati da sistemi tecnologici complessi e ad alta intensità di innovazione.
Verso una nuova stagione della prevenzione
La giornata si è conclusa con la presentazione del Gruppo di Lavoro “Libro Bianco – Sicurezza e Transizione Energetica”, coordinato dall’Università di Genova, e con la premiazione di Antonio Gozzi, presidente Federacciai e advisor per l’autonomia strategica europea.
La tappa genovese ha inaugurato il percorso AIAS On The Road 2026, una serie di incontri che nei prossimi mesi coinvolgeranno professionisti, istituzioni e imprese con l’obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione nei sistemi produttivi italiani.
Il messaggio emerso dall’intervento di Restivo è stato chiaro: la sicurezza diventa davvero efficace quando non è più percepita come un obbligo esterno, ma come una responsabilità condivisa che nasce dalla consapevolezza del valore della persona che lavora.
Da comunicato Stampa